L'armadio non è che una piccola casa. Un piccolo ambiente non abitabile almeno fino a che l’immaginazione non lo trasformiconcretamente in un luogo di creatività. Se poi affermiamo che l'immaginazioneè il propellente principale della creatività allora ecco che anche un armadiodiventa un ambiente di lavoro e di produzione artistica, ma anche un ambientedove nascondersi per un po' dal quotidiano, una barriera contro la banalitàdegli oggetti circostanti come le strade, le automobili, i cappotti, lavendita, la televisione, le mode, i cantieri e tutto ciò che almeno una volta vediamotutti i giorni.
Il Nellarmadio Studio è questo, un intervallo di tempo, unsegmento spaziale, un involucro dove concepire, produrre musica e arte ingenerale, ma non solo, è un luogo dove giocare, teorizzare, dissetarsi,sfamarsi e suggerire un modo alternativo del pensare creativo.
Fondamentale l'ingresso: due ante, più basse di un uomo distatura media, che si aprono verso l'esterno. Dopo di che un piccolo gradino,ovvero la base dell’armadio su cui bisogna salire riducendo, così ulteriormente, lospazio tra pavimento e parte alta dell'immobile che funge da tetto dell'anticamera dellostudio. L’armadio in sè èlargo 1 metro e profondo non più di 50 cm. Subito dopo c’è l'ingresso vero eproprio e, riconquistando la posizione eretta, si ha proprio l'impressione diaver varcato una soglia spazio-temporale.
Lo studio è insonorizzato con lana di roccia soffocata sottovuoto dentro sacchi di cellophane ermeticamente sigillati, incanalati tralistelli di legno inchiodati alle pareti e ricoperti da enormi fogli di faesitemarrone. Per terra una moquette grigia. Il controsoffitto è rigorosamentericoperto di portauova dipinte e alle pareti si posano strumenti musicali di ogninatura.
Dall'esterno, sopra l'armadio, si vede la parete dell'ingresso modificata con unatavola di legno dipinta che nasconde alla perfezione, come un coperchio, laparte alta degli stipiti della porta dell'ingresso originario che ovviamente, essendopiù alto dell'armadio, lascerebbe intravedere l’interno dello studio sottraendogli la caratteristica di "passaggio segreto", infatti quando l’armadio èchiuso sembra non esistere alcun luogo oltre, solo una parete su cui poggia, contenente un piccolo vanoper abiti. Molto bello l'effetto visivo che si ha guardando da fuori con le ante socchiuse, sembra di osservare un mondo enorme, lontano dentro ad uno spaziopiccolo, vicino, comune, consueto quale è un armadio.
Dall'esterno, sopra l'armadio, si vede la parete dell'ingresso modificata con unatavola di legno dipinta che nasconde alla perfezione, come un coperchio, laparte alta degli stipiti della porta dell'ingresso originario che ovviamente, essendopiù alto dell'armadio, lascerebbe intravedere l’interno dello studio sottraendogli la caratteristica di "passaggio segreto", infatti quando l’armadio èchiuso sembra non esistere alcun luogo oltre, solo una parete su cui poggia, contenente un piccolo vanoper abiti. Molto bello l'effetto visivo che si ha guardando da fuori con le ante socchiuse, sembra di osservare un mondo enorme, lontano dentro ad uno spaziopiccolo, vicino, comune, consueto quale è un armadio.
Dentro al Nellarmadio Studio si compie una sacrosantacombinazione, infatti la voglia di suonare e di provare nuovi brani, come in una normalesala prove, coincide con il piacere sano dello stare tra amici. Una sessione diprova è anche quando semplicemente si parla, si mangia qualcosa e si ride conla coscienza che tutto questo è utile e necessario alla creazione. Viene quindicompletamente eliminata quella divergenza concettuale tra la vita di un musicistache si reca in sala prova per esercitarsi sui brani e impostare unaperformance, sistemare e curare l’apparenza o tutto ciò che dovrá costituireuno "spettacolo di gruppo", e il semplice stare in gruppo come accade anche tra nonmusicisti. Tutto nasce da 2 fattori chiave: il primo è la necessità di “comodità” intesa come semplificazione dello stato posturale e ambientale dell'atto del suonare lo strumento, lo scopo è quello di non avere un ambiente o uno stato generale, davanti ad un registratore multitraccia o davanti al pubblico, diverso da quando sul divano di casa tua impugni una chitarra. Entrambe i momenti devono essere accomunati da una sorta di ergonomia ambientale in grado disoddisfare tutte le esigenze "nervose" durante l’atto creativo eperformante.
Il secondo fattore è la nudità della propria essenza, da qui ancheil nome Akt (in tedesco nudo). Nudità nel senso del mettere in gioco se stessi al massimo delleproprie possibilità, non essere vittima di eccessive contaminazioni e schiavi della tentazione di riciclare idee e forme artistiche senza arricchirle di aspetti nuovi e individuali,non introdurre nella propria produzione elementi che convenzionalmente e accademicamente sono utilizzati in quel punto specifico di un prodotto al fine di soddisfare una regola estranea al proprio essere, diventare un unicum con il prodotto artistico rischiando anche di risultare banali pur diessere autentici.
Il secondo fattore è la nudità della propria essenza, da qui ancheil nome Akt (in tedesco nudo). Nudità nel senso del mettere in gioco se stessi al massimo delleproprie possibilità, non essere vittima di eccessive contaminazioni e schiavi della tentazione di riciclare idee e forme artistiche senza arricchirle di aspetti nuovi e individuali,non introdurre nella propria produzione elementi che convenzionalmente e accademicamente sono utilizzati in quel punto specifico di un prodotto al fine di soddisfare una regola estranea al proprio essere, diventare un unicum con il prodotto artistico rischiando anche di risultare banali pur diessere autentici.

Dentro l'Armadio non dovrebbe esservi alcun abito,dovrebbe esservi il non-vestito al fine di aprire le ante non per coprirsi ma per"denudarsi".




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